venerdì 27 giugno 2008

“Ma che ce fregaaaa, ma che ce importaaaaa….

...se l’oste ar vino c’ha messo l’acquaaaa”, ma parla per te, razza di fulgido esempio di cretineria, che a me la cosa mi stizza fortemente. Cioè, l’acqua nel vino?! Looota. Guarda, non ti meriti nemmeno il mio augurio di soffocare a causa di una Micro- machine involontariamente ingerita.

So già che la presenza di addirittura Due Post nel mio blog, NELLO STESSO MESE, causerà un casino di collassi. Ma al cuor non si comanda, la capra sotto la panca crepa, la palla di pelle di pollo di Apelle è ‘na cosa che mi disgusta immensamente. In poche parole, me ne frega poco.

Dicevo. Non so voi, meravigliose imitazioni di umani pieni di attività, ma io mi sto organizzando per le vacanze. Quelle dell’anno scorso, a parte la perdita della valigia, il mio letto mancante, le sveglie valentiniane, il topo nel parco, e la ricerca estenuante di cibo vero, è stata una cosa carinissima. E io reputo poche cose carinissime. Tra le quali i tappi di bottiglia colorati, ma questa è un’altra storia. Comunque. La mia vacanza ideale, si fa in compagnia dell’allegra brigata dell’anno che passò, il cui istinto omicida viene equilibrato dalla forte percentuale di pigrizia. Il che, vi assicuro, è assai confortante, ma giusto perché non devi dormire con un occhio aperto, tanto sai che quella di fronte non avrà mai la forza di premerti il cuscino in faccia. Attualmente, la meta decisa è Praga. Dico attualmente, dato che ogni diavolo di volta che tento di andare a Praga, succede qualcosa. No, seriamente. Sto attendendo la notizia alla TV che proprio sotto l’ostello preso in considerazione, ci sia una qualche bomba nucleare, o che a tutto prenotato, io muoia in un incidente. Ma seguirei il gruppo anche da spirito ectoplasmatico.

Il fatto sta nell’organizzazione. Ma quello è il fatto difficile.

I venditori sono infami. Come gli osti, intendo. Io, fanciulla speranzosa, vedo sbrilluciccarmi sullo schermo del computer il prezzo bassissimo del biglietto, e già piroetto sulle note dell’Inno della gioia, quando, aggiungendoci tasse, il costo del caricare la valigia, e il prezzo da pagare per il tessuto delle sedie che consumerò in due ore, e la sovrattassa,nel caso davvero non resistessi, per portare con me il dromedario gonfiabile (che dà un tocco di orientale), il prezzo mi aumenta notevolmente, e il mio passo di danza diventa un grande gestaccio, accompagnato da un sentito “fatt’a rota”. Corpo di mille balene dallo sfiatatoio tappato. Pubblicità carogna. Mica giusta questa cosa. Oddio, so di certo che portare con me un dromedario gonfiabile costa caro, ma maledetto cane, non dirmi “glassa”, e poi, in fondo e in piccolo leggo “bile”. Mi hai annacquato la vacanza. E come per il vino, la cosa mi stizza in maniera esponenziale. E’ mejo er vino de li Castelli, che questa zozza società.

Parapappappà.



Comunque, impongo almeno DUE ora di silenzio in ricordo della "Voce della Conoscenza" altrimenti detto Claudio Capone, deceduto portando con lui i sogni e le speranze di una marea di bimbi che la sua voce istruiva nei tempi d'oro di Super Quark. Ti abbiamo amato di bene.

lunedì 23 giugno 2008

Ricerche sul campo

Yo, yo, yo, fortissimamente Belli Fatti. Di certo il mio acidume vi è mancato, indi per cui la quale,miei amati cosetti, dopo più di un mese di Otium contemplativo, ritorno a voi (Anche se Eternauta non lo riteneva possibile), che mi odiate più di chi mi ha messo al mondo, in tutta la mia risplendente Gloria. E non ci siano grattatine scaramantiche.

Dunque, dunque. L mia piccola città va a rotoli, tanto per dirne una. Non che fosse propriamente una novità. Cioè,è da quando il mio occhio è caduto sul gran numero di lucchetti sulle balaustre intorno al laghetto della villa comunale che ne avevo l’amaro sentore. Ma a ciò c’è soluzione, se non più di una: ad esempio, mettere su un cartello del tipo “la balaustra dice: non sono un ponte”, o magari ci si preoccupasse che le balaustre su citate siano cedevoli. Ma non ci curiam di loro, anche se il selvaggio vandalismo ha risollevato il mio morale (Go, Valerio, go).

Quanti momenti di vicendevole panico. C’è agitazione nell’aere. Roba che ti innervosisci solo respirando. Le cause mi sono ancora ignote.

Ma poi, mi sono ricordata: io sono un genio; nonché creatrice del mondo, come tale aggià sapè.

Ho provato a guardarmi intorno. E attualmente, la mia realtà consiste in “paese mio” e la sfolgorante Nola , mi sono fatta la croce ( e questo è un punto a favore per il collega in alto) e mi sono resa conto che c’è di peggio. Il mondo, va a rotoli, la mia città non poteva andar meglio. Nola, è una specie di giardino zoologico, con relativo padiglione degli animali nati da combinazioni strane, tenuti sotto formalina.

Non me ne capacito mai abbastanza. Nel mio percorso stazione-lavoro, lavoro-stazione, faccio concorrenza alla RAI: di tutto e di più.Per la strada, il mondo dà il meglio. No davvero, è una gioia.Non mi soffermo tanto sulla Questio del pensiero, in quanto, da brava a visitatrice di giardino zoologico, non mi avvicino agli animali in gabbia. Ma non è necessario. Basta vedere come ti conci, inevitabile cretina, per capire che hai problemi. Sì, perchè alcuni maschi, con il cappello sotto il casco (giuro!!), e via dicendo in altre pose, fanno ridere, ma le femmine! Roba da strapparsi le budella. Ci sono personaggi che poi ti affezioni, li attendi con trepidazione: ci sta ad esempio la da me soprannominata “quella che sussurrava ai commessi”. Eh sì. Perché per comprartela certa roba senza che gli altri avventori nel negozio scappino nel panico, devi solo chiederla sotto voce. Come si fa con le partite di cocaina. Sniff. L’immancabile pantalone a sigaretta. Sarà pure immancabile, ma ci sono situazioni che è pure immettibile, sorella cara. E non ti incazzare. Se c’hai il culo a 4 piazze non è colpa mia. Il nero dimagrisce, se, ma il giallo si fa notare, SOPRATTUTTO addosso a te. E per la cronaca, si nota anche il verde, il fucsia, e il bianco. Veramente, un po’ tutto. Ma non finisce qui. “Dettagli”, è un altro mio mito. Perché è il dettaglio, che fa la differenza, perché se già non riesci pienamente a comprendere il pantalone bianco con camicia evidenziatore, mica puoi comprendere i sandali gialli in accoppiata! Ma, come prima dicevo, ci sono i dettagli, e io, simpaticamente, chiamo il tanga giallo sull’orlo della crisi di pianto (che finalmente spiega i sandali), “simpatico dettaglio”. Sono una sagoma. E le scarpe. Quanti esemplari. Ne ho visti di colorati, con i fiorellini in plastica trasparente, e perline coordinate. Peccato che tu, o donna, avessi una caviglia di 15 centimetri di diametro, e che i fiorellini si nascondessero per la vergogna. Tutto ciò sa essere terrificante. E’ quasi un sollievo giungere nel proprio paese, e tornare alla routine di tutti giorni, tra agitazione e lucchetti vari. Chi più ne ha più ne metta. Ma non mi riferisco ai lucchetti, però…