giovedì 25 ottobre 2007

Viennetta



Un ciao a tutti i micini e le micine in ascolto. Ave, miei cari lettori! Ritornai dalle lande viennesi (in realtà, sono tornata da un pezzo…), senza infamia e senza lode. E immagino che tutti voi vogliate sapere che cosa è accaduto in quei 10 giorni di follia. All'inizio, avevo intenzione di fare un blando resoconto, giusto per non perdere troppo tempo, e soprattutto per portarmi nella tomba tutti gli eventi paranormali accaduti durante la mia "PRIMA VACANZA CON LE AMICHE". Ma il successo di Tavernello mi invita a riflettere, e mi son chiesta" se scrivessi un blando resoconto, chi mai lo leggerebbe?" Voi, risponderei. Lo so che lo fareste. Avete troppo poco da fare, per non perdere tempo con me. Ma mi sento benevola, e anche stavolta m’impegnerò.

Signori, i viaggi sono una prova per l'anima. In pratica, eravate convinti di poter fare di tutto? Di potervi adattare a tutto e a tutti? Un viaggio vi farà cambiare idea. Vi rimarrà un meraviglioso ricordo. A volte, un’ulcera venutavi in seguito allo smarrimento della vostra valigia, ve lo farà ricordare meglio. Nel mio caso, è stato così.

Comunque. Per prima cosa voglio ringraziare le mie compagne di viaggio. So che devo essere stata un pochino insopportabile anche io, necessariamente, data la mia poca amabilità. Ma voglio ricordare con rinnovato ardore tutte quelle piccole cose, che hanno accompagnato le mie giornate. Voglio ricordare le scappatelle delle due reginette del Crimine, che trafugavano olio, chicchi di cereali e nutella (tra l’altro mai consumati insieme), e con espressione raggiante, spalancavano la porta, ghignando soddisfatte alla faccia dei proprietari dei nuovi acquisiti beni; Voglio ricordare il mio letto, che in realtà, era una stuoia dell’Ikea, e il mio baldacchino, che in realtà era la scrivania della stanza; e Ratsingasse, che, nonostante la poca simpatia nutrita dalla Marica, è stato un bravo topo di compagnia; Mai potrò dimenticare Valentina, e le sue terribili QUINDICI sveglie del cellulare, che per gli altrettanti QUINDICI giorni seguenti, mi hanno perseguitato nel mio agitato sonno, mentre sognavo di saltarci sopra fino allo sfinimento (sul cellulare, naturalmente); e che dire del tetrapak della aranciata, su cui un simpatico pennarello aveva tracciato la parola “CICCHE”, per essere usato come posacenere…la sua è stata una carriera dignitosa, che lo ha portato anche a trasferte all’estero, addirittura fino al lavandino del bagno, luogo quanto mai oscuro. Ci sarebbero ancora tante cose da dire, ma la noia sta prendendo il sopravvento! Ma non posso non ringraziare “quelli dell’aeroporto di Bratislava”, che dopo tre giorni mi riportarono la valigia fino a Vienna; l’uomo dell’ostello, che ha gioito con noi del ritrovamento della valigia. Ringrazio gli uomini valorosi del Mc Donald, che non ci hanno denunciato, nonostante le continue aggressioni di Ilaria; e l’uomo del tram, che ha gentilmente evitato di investire una Marica in un tentativo inconsapevole di suicidio (Marica, il rosso significa che non si può passare!!); Il cellulare di Ilaria, con la mappa della metropolitana ( benedetto sempre sia); gli americani, che ci hanno reso noti i costumi delle prostitute del loro paese; e gli “urlatori dal megafono”, con i quali io e la Marica avevamo promosso una corrispondenza di amorosi sensi. Grazie, grazie, grazie. È stato magnifico sopravvivere a tutto questo. Ora, però, il mio ringraziamento più grande va un uomo, uno solo, che con il suo atteggiamento, mi ha insegnato ad apprezzare la vita, e tutte le sue sfumature. Grazie, maniaco della casa degli orrori di Jack the ripper, in ogni vicolo scuro, quando incontrerò il sosia di Gollum, e lo prenderò violentemente ad accettate sull’inguine, penserò a te. Lo giuro, lo giuro, lo giuro.